Critiche:


"Le opere astratte di Roberta Recanatesi sollecitano la percezione sensoriale dello spettatore suscitando allusioni a circostanze naturali e a possibili umane condizioni d’animo.

Le pitture polimateriche e le opere tridimensionali atteggiate a sculture si propongono come inviti plastici alla libera reinterpretazione di figure e di concetti perlopiù acquisiti nelle coscienze individuale e collettiva, ma non per questo noti fino in fondo.

Attraverso l’energia espressa dai colori decisi, dalle forme sempre marcate e rilucenti e dalla scelta di materiali quasi mai convenzionali, l’autrice non intende imporre una rilettura univoca delle idee messe in gioco, bensì lasciare aperta ogni loro plausibile nuova definizione."

(Testo critico di Carlo Gallerati)


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“Per Roberta Recanatesi dipingere è un atto naturale. Libera dal condizionamento dell’immagine reale la sua è una pittura spirituale, sintesi di una ricerca che ha le radici nelle proprie emozioni. L’artista ha inventato per sé un nuovo linguaggio, fatto di segni, materia, luce e colori, riscritti come fossero la parte visibile della coscienza.

Mai nessun artista arriva alla radice di una personale ricerca come chi si distacca dal segno reale per  scoprire nuove dimensioni della mente e dello spirito. Roberta Recanatesi vi arriva ribadendo l’importanza di una “presenza tangibile” nel mondo, che unisce spirito e corpo, azione e pensiero. I light-box da semplici oggetti del progresso scientifico diventano elemento poetico che svela l’invisibile e che l’artista inizia ad associare ad emozioni, da vivere e far rivivere. 

Roberta Recanatesi vi arriva tramite un percorso a ritroso, attraverso il ricordo di storie narrate, di vite raccontate, attraverso lastre di corpi reali, assorbite dalla propria coscienza.

Azione e gesto sono i due elementi con cui indaga se stessa e il mondo circostante, che l’artista traduce in una linea continua nelle sue opere. Le forme tramite la linea perdono la loro consistenza, diventano la base da cui partire per esprimere gli esiti di una scoperta. Ingarbugliate, continue, più sottili o più robuste, scompongono la forza di ogni narrazione possibile, per riconsegnarci l’essenza dell’essere. I piani pittorici sovrapposti fanno risaltare la forza del cromatismo, elemento evocativo per eccellenza, che suggerisce senza dire troppo e apre la mente a nuove visioni.”

(Testo Critico di Eleonora Santonocito)


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"Artista poliedrica e creativa, Roberta Recanatesi ci conduce in un viaggio fatto di gesti cromatici forti, istintivi, quasi irruenti. Ci riporta ai valori dell'Action painting, quando la tela era solo un supporto, una tabula rasa dove sfogare le proprie angosce e i propri sentimenti. L'artista infatti esprime la sua insofferenza tirando fuori elementi del suo sub-conscio in cui emerge la forte dicotomia sicurezza/insicurezza, parole dette/parole taciute, linee definite/indefinite."

(Testo Critico di Giulia Fontani)


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"Linee immaginarie, quelle eseguite dall’Autrice, che legano la composizione e la strutturano guidando gli osservatori nella disposizione del suo valente cromatismo percepito dai loro attoniti sguardi.

Luci ed ombre, le sue, che si collocano sulla tela a raffigurare l’immagine desiderata al cui ritmo si associano sensazioni di movimento arricchite di musicalità ed armonia a farsi equilibrio di un sentito rappresentato.

Emulsioni di sofferenze interiorizzate, quelle di Roberta Recanatesi, che si espandono a raggiera nel aere della tela nei cui confini si articolano cromatismi esaltati dalle echeggianti tensioni emotive in sé provate. Tonalità, quelle impresse dall’Artista, completamente diverse fra loro, costruendo l’immagine solo con colori che non hanno pigmenti in comune, come i primari od i complementari, preferendo così dare dominanza ad ogni singolo colore nella sua compositività e policromia.

Talento, il suo, espresso mediante una efficace valentia di inusuale potenza che trova, nella necessità di elevare la propria spiritualità, il raccontare la propria anima ed i sogni sospesi lanciati nell’infinito, ambientazione ideale del suo temperamento artistico. "

(Testo Critico di Giorgio Palumbi)


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Essere o non essere - Radiografando

“Una luce che viene da dentro, dal più profondo dell'anima quella di Roberta Recanatesi. Nei suoi lightbox l'anima esce fuori attraverso delle lastre radiografiche, si rivela in tutta la sua forza e la sua potenza. Le radiografie sono prese sia da persone in vita e che da persone morte, si tratta di uomini e di donne, di ogni individuo che deve sforzarsi a far emergere le sofferenze e le angosce  trasformandole in qualcosa di positivo. Solo attraverso l'espulsione della “materia grigia” che circonda il nostro subconscio possiamo veramente sentirci liberi e soprattutto sentirci noi stessi veramente: questo sembra dirci l'artista con i suoi lavori. Il suo segno grafico e la sua gestualità quasi irruente vogliono comunicare l'esigenza di mostrarsi per quello che si è, senza artifici, maschere, orpelli che sembrano solo nascondere la nostra vera essenza.

I polmoni, il cranio, le ossa: di questo siamo fatti e questo vuole rappresentare Roberta Recanatesi, che con i suoi lightbox si spinge fino alle interiora, a quello che c'è veramente in fondo a noi stessi. La luce che illumina le lastre radiografiche trasforma il dolore per le persone perse, in ricordo, in un' opera d'arte senza tempo e senza spazio, in un momento quasi di gioia e di speranza. Una trasformazione che prende colore, dal bianco e nero delle lastre infatti emerge una luce colorata, una luce positiva che vuole emergere e colpire colui che osserva l'opera."                  

(Testo Critico di Giulia Fontani)


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Teoria dei contrari

"Odio e Amore. Spinte antinomiche contrastanti. Vuoti dell'Anima che hanno nel sentimento degli opposti la loro forma rappresentativa più corretta. Graffi di colore riportano quei valori che trovano nel "detto" diversamente la loro essenza. Il linguaggio cromatico espresso in questo dittico abbandonata la geometria razionale della forma lascia spazio ad un sentimento che si impossessa della psiche dell'astante fino a conquistare il suo sguardo.

Attraverso questo ciclo di opere Roberta Recanatesi porta in scena l'agire tacito di un sentimento che con grande energia segnica viene riportato sulla tela. Amore come inizio. Amore come iter ideale che rende il cosmo un'entità tangibile. Amore come sentimento sublime. Odio come rappresentazione del retroscena. Odio come realtà che fattasi carica dei valori nascosti nello Stige li riporta alla luce.

Odio come buio medioevale. Odio come mistero del non noto. Un informale che porta con sè significati che vanno oltre il puramente rappresentato. Il Significante abbandonata la sua razionalità si fa portavoce di esperienza di vita. Recanatesi attraverso le sue "visioni" indaga la sua Anima e ne riporta i valori più autentici in quest'opera. Il dittico "odio e amore" diventa storia... e Roberta Recanatesi la sua narratrice più fedele".

(Testo Critico di Salvatore Russo)